Comune di calatafimi

Sabato , 15 Dicembre 2018

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Corpo Centrale

Cenni Storici e arredo urbano

Cenni Storici

Veduta dall' alto del castello di Calatafimi Segesta.

Disadorna all’esterno nell’opaco rifacimento della compatta facciata definita da rustici piloni, la chiesa del Giubino recupera tutti gli incisivi lavori architettonici della fondazione nelle articolate vibrazioni e nella sinuosa armonia compositiva dell’unica navata dai mistilinei profili, che le robuste paraste, i delicati decori fitomorfi delle pareti e i balaustrini e le dorate grate a petto d’oca del secondo ordine esaltano; affrescata con soggetti vetero-testamentari nella volta costolonata e puttini nelle lunette del presbiterio, la chiesa – restaurata nel 1978 – accoglie buone tele del XVII e XVIII secolo (all’ingresso, una Madonna degli angeli con Santi dello Zoppo di Gangi), un organo ligneo del ‘700, nel coro una grandiosa ancòna marmorea del tardo ‘400 di stile gaginesco, recante al centro in altorilievo l’immagine della compatrona del paese, la Madonna del Giubino con Gesù Bambino, e ai lati S. Michele Arcangelo e S. Francesco; in sacrestia, una suggestiva pala di Tutti i Santi e un portale marmoreo architravato del 1536 con rilievo di S. Antonio abate, proveniente dall’omonima chiesa. Una più composta grafica di timbro tardo-cinquecentesco riflette sull’invaso la chiesa di S. Michele, sulla cui facciata l’ordinato spargimento architettonico a piatte lesene inquadra i tre portali sormontati da finestre a edicola, svettando nell’originale fastigio colonnato. Nell’interno, a tre navate, il soffitto ligneo a capriate è prodotto della ricostruzione dopo il sisma del 1968; sorprende, all’ingresso, un’acquasantiera marmorea del ‘500 su un tronco di colonna del ‘300; nell’aula, un Crocifisso ligneo del ‘400, una statua gaginesca di S. Michele, una cinquecentesca statua lignea di S. Lucia. Più avanti, lungo la via Marconi, innesta il Palazzo Municipale la raffinata euritmia dei propri candidi balconcini a balaustri fra il palazzetto Pampalone, glorioso del riposo che vi ebbe Garibaldi dopo la vittoria di Pianto Romano, e la cinquecentesca chiesa di S. Giuliano con asciutto portale timpanato rinfiancato da appiattite lesene; sobria ambientazione di gusto neoclassico ha la piccola nave.

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